La moglie di carta del Re di Chicago. paupau

Quando Evelyn Carter firmò quel contratto, era convinta di vendere soltanto il proprio cognome.

Non immaginava che, meno di un anno dopo, avrebbe dovuto scegliere tra salvare la propria vita… o quella del bambino che nessuno sapeva esistesse.


La neve cadeva lenta sulle strade di Chicago quando Evelyn uscì dal Memorial Hospital.

Nella borsa stringeva una cartella clinica.

Non era la sua.

Era quella del padre.

L’uomo che l’aveva cresciuta da solo dopo la morte della madre aveva bisogno di un trapianto urgente.

L’assicurazione sanitaria aveva rifiutato di coprire il nuovo trattamento.

Servivano quasi due milioni di dollari.

Due milioni.

Una cifra che una semplice restauratrice di opere d’arte non avrebbe mai guadagnato in tutta la vita.

Evelyn attraversò la strada senza nemmeno accorgersi del traffico.

La pioggia gelata le bagnava il cappotto.

Per la prima volta da anni si sentiva completamente sconfitta.

Fu allora che una berlina nera si fermò davanti a lei.

Due uomini in abito elegante scesero contemporaneamente.

Uno aprì l’ombrello.

L’altro pronunciò il suo nome.

«Signorina Carter?»

Lei fece un passo indietro.

«Chi siete?»

L’uomo più anziano le porse un biglietto da visita.

Non riportava alcun numero di telefono.

Solo un nome.

Vincent Moretti.

A Chicago quel cognome aveva un peso enorme.

I giornali parlavano delle sue imprese immobiliari.

La polizia parlava sottovoce di ben altro.

«Il signor Moretti desidera incontrarla.»

«Non conosco nessun Moretti.»

«Lui conosce lei.»

Quella risposta bastò a farle venire i brividi.


Un’ora più tardi Evelyn entrava nell’ultimo piano di un grattacielo affacciato sul lago Michigan.

Le finestre occupavano un’intera parete.

L’ufficio sembrava più un museo che un luogo di lavoro.

Quadri rinascimentali.

Sculture italiane.

Antichi mobili in noce.

Dietro una grande scrivania sedeva Vincent Moretti.

Aveva poco più di trentacinque anni.

Capelli scuri.

Occhi color ghiaccio.

L’eleganza naturale di chi non aveva mai dovuto dimostrare il proprio potere.

Lo possedeva già.

«Si accomodi.»

La sua voce era sorprendentemente calma.

Evelyn rimase in piedi.

«Preferisco sapere perché sono qui.»

Vincent accennò un sorriso.

«Diretta.»

«Mi piace.»

Aprì una cartella.

Dentro c’erano fotografie.

Il padre di Evelyn.

Le sue cartelle mediche.

I preventivi dell’ospedale.

Perfino il mutuo ormai insoluto della loro casa.

«Come avete ottenuto tutto questo?»

Vincent richiuse lentamente il fascicolo.

«Le informazioni sono il mio mestiere.»

Lei cercò di mantenere la calma.

«Che cosa volete da me?»

L’uomo si alzò.

Camminò fino alla finestra.

Per qualche secondo osservò il lago.

Poi parlò.

«Ho bisogno di una moglie.»

Evelyn rimase convinta di aver capito male.

«Prego?»

«Un matrimonio.»

«Legale.»

«Temporaneo.»

Lei scoppiò a ridere.

«Pensate davvero che accetterò?»

Vincent rimase serio.

«Tre milioni di dollari.»

La risata morì immediatamente.

«Tutte le cure di suo padre saranno pagate.»

«La casa sarà estinta.»

«E riceverà un ulteriore milione alla conclusione del contratto.»

Evelyn inspirò lentamente.

«Perché io?»

«Perché non appartiene al mio mondo.»

Vincent tornò a sedersi.

«Ho bisogno di qualcuno con una reputazione irreprensibile.»

«Qualcuno che non sia collegato alle altre famiglie.»

«Qualcuno capace di convincere tutti che desidero davvero costruire una famiglia.»

Lei lo fissò.

«Per quale motivo?»

Vincent esitò appena.

«Perché tra pochi mesi diventerò il capo assoluto dell’organizzazione.»

«E gli uomini più anziani non seguiranno mai un leader che vive da solo.»

La stanza tornò silenziosa.

«Quindi dovrei fingere di amarvi.»

«Esattamente.»

«Per quanto tempo?»

«Dodici mesi.»

«Regole?»

Vincent prese un foglio.

«Camere separate.»

«Nessuna relazione sentimentale.»

«Nessuna domanda sui miei affari.»

«Nessun contatto fisico lontano dalle telecamere.»

«Alla fine del contratto ognuno prenderà la propria strada.»

Evelyn abbassò gli occhi.

Era folle.

Pericoloso.

Probabilmente illegale sotto molti aspetti.

Ma vedeva il volto di suo padre.

Sentiva ancora il medico ripetere che il tempo stava finendo.

«Se rifiuto?»

Vincent richiuse lentamente la cartella.

«La accompagneranno all’uscita.»

«Non la costringerò mai.»

«Ma non riceverà una seconda offerta.»

Lei rimase in silenzio quasi un minuto.

Poi prese la penna.

Firmò.

Con quel semplice gesto entrò in un mondo dal quale sarebbe stato quasi impossibile uscire.


Il matrimonio fu celebrato venti giorni dopo.

Nessuna chiesa.

Nessun parente.

Solo una villa sulle rive del lago.

Politici.

Imprenditori.

Giudici.

Volti noti della televisione.

E uomini che sorridevano troppo poco.

Gli invitati applaudivano.

I fotografi scattavano senza sosta.

Vincent le infilò al dito un anello di smeraldo appartenuto a sua nonna.

«Da oggi tutti crederanno che sei la donna più protetta della città.»

Lei sorrise davanti agli obiettivi.

«E invece?»

Lui mantenne lo stesso sorriso.

«In realtà sarai la più osservata.»


La vita nella villa Moretti sembrava perfetta.

Ogni mattina la colazione era già pronta.

Le guardie controllavano ogni ingresso.

Decine di domestici si occupavano della casa.

Eppure Evelyn si sentiva prigioniera.

Non poteva uscire senza scorta.

Ogni telefonata veniva registrata.

Ogni spostamento era pianificato.

Vincent era sempre educato.

Mai invadente.

Mai crudele.

Ma completamente irraggiungibile.

Passavano giorni senza parlarsi.

Poi, davanti agli ospiti, diventavano improvvisamente la coppia perfetta.

Lui le sfiorava la schiena.

Lei rideva alle sue battute.

Le fotografie finivano sulle riviste.

L’opinione pubblica parlava della favola moderna della misteriosa signora Moretti.

Solo loro conoscevano la verità.


Tre mesi dopo arrivò il primo vero pericolo.

Durante una cena di beneficenza un anziano boss di Detroit osservò attentamente Evelyn.

«Strano.»

Vincent continuò a sorridere.

«Che cosa?»

L’uomo bevve lentamente il vino.

«Due persone sposate da mesi.»

«Eppure continuano a guardarsi come due perfetti sconosciuti.»

Per la prima volta Vincent sembrò perdere il controllo.

Sotto il tavolo cercò la mano di Evelyn.

Lei capì immediatamente.

Intrecciò le dita alle sue.

L’anziano sorrise.

Ma i suoi occhi dicevano tutt’altro.

Aveva iniziato a sospettare.

E nel mondo dei Moretti…

un semplice sospetto poteva trasformarsi molto rapidamente in una condanna a morte.

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