
Quando la portiera del SUV si chiuse alle mie spalle e Dominic mi porse il portagioie di velluto contenente l’anello d’argento della promessa di Gemma, capii che la mia vita tranquilla di farmacista di quartiere era appena entrata in un territorio da cui forse non sarei più riuscita a uscire indenne.
Tenni l’anello tra le dita mentre il veicolo si allontanava dalla farmacia di Fourth Street e i clienti che erano fuggiti al suo arrivo osservavano ancora dalla vetrina, consapevoli che un uomo come Dominic Russo non si presentava mai senza un motivo grave.
Lui restò in silenzio per diversi minuti, lasciando che la pioggia battesse contro i vetri oscurati, poi mi chiese se Gemma mi avesse mai parlato di problemi recenti o di persone che avevano iniziato a farle domande troppo precise sulla famiglia.
Risposi di no e gli spiegai che la nostra amicizia era rimasta isolata dal resto del suo mondo proprio perché entrambe avevamo deciso di proteggerla, ma la scomparsa del telefono e l’anello abbandonato dimostravano che quella protezione non era più sufficiente.
Dominic annuì lentamente e ammise che sua sorella aveva sempre avuto un debole per le situazioni pericolose, ma questa volta il silenzio prolungato e il fatto che avesse lasciato l’anello nell’appartamento indicavano qualcosa di molto più serio di una semplice fuga impulsiva.
Io strinsi l’anello e gli chiesi perché avesse scelto di coinvolgermi invece di affidarsi soltanto ai suoi uomini, e lui mi guardò con quell’intensità che costringeva le persone ad abbassare la voce e rispose che Gemma si sarebbe fidata solo di me.
Il SUV si fermò davanti a un edificio anonimo nel North Side e Dominic scese per primo, poi aprì la portiera e mi invitò a seguirlo senza darmi ordini, solo con quella certezza tranquilla che sembrava far muovere il mondo intorno a lui.
Dentro c’era una stanza priva di finestre dove diversi uomini esaminavano registrazioni di telecamere e tracce telefoniche, e quando entrai tutti abbassarono immediatamente lo sguardo, consapevoli che la presenza di una sconosciuta al fianco del loro capo non era un dettaglio da prendere alla leggera.
Dominic mi mostrò le ultime immagini di Gemma uscite da un locale due sere prima in compagnia di un uomo che nessuno della famiglia riconosceva, e il mio stomaco si strinse perché quella figura non assomigliava a nessuno dei suoi soliti amici rumorosi.
Io osservai il volto di mia migliore amica sullo schermo e notai che indossava ancora l’anello, il che significava che lo aveva tolto e lasciato nell’appartamento solo dopo quel incontro, forse come segnale o come ultimo gesto di fiducia nei miei confronti.
Dominic si avvicinò e mi chiese se fossi disposta a collaborare senza fare domande inutili, perché ogni informazione che potevo fornire sulla routine di Gemma o sui suoi contatti recenti poteva fare la differenza tra ritrovarla viva o perdere tempo prezioso.
Esitai soltanto un istante, poi annuii, perché nonostante tutti i miei giuramenti di stare lontana da uomini pericolosi, non sarei mai riuscita a voltare le spalle all’unica persona che mi aveva sempre accettata senza chiedermi di cambiare.
Nelle ore successive restai nella stanza a esaminare messaggi e appuntamenti dimenticati, mentre Dominic coordinava ricerche in tutta la città con una calma che non ammetteva panico ma nemmeno illusioni.
A un certo punto, mentre eravamo soli per un breve momento, lui mi chiese perché a ventitré anni non avessi mai avuto una relazione, e la domanda mi colpì più di quanto mi sarei aspettata perché nessuno aveva mai osato formulare quella curiosità con tanta diretta.
Gli risposi con onestà che dopo aver visto mia madre distruggersi per uomini sbagliati avevo deciso di proteggermi rimanendo sola, e che confessarlo di solito provocava risate o compassione, ma lui non rise e non mi guardò con pietà.
Mi osservò invece come se quella scelta fosse qualcosa di raro e prezioso, e per un istante la stanza sembrò più piccola mentre il peso della sua attenzione si posava interamente su di me.
Poi la porta si aprì e uno dei suoi uomini entrò con una nuova traccia: Gemma era stata vista salire su un’auto diversa poche ore dopo essere uscita dal locale, e il veicolo era registrato a nome di un rivale della famiglia Russo.
Dominic strinse la mascella e ordinò di preparare una squadra, poi si voltò verso di me e mi disse che da quel momento sarei rimasta sotto la sua protezione diretta, che lo volessi o no, perché chiunque avesse preso Gemma sapeva già del mio legame con lei.
Io protestai che non avevo chiesto di essere coinvolta oltre il necessario, ma lui scosse la testa e affermò che il momento in cui avevo accettato di salire sul SUV avevo già scelto un lato, e ora dovevo accettare le conseguenze di quella scelta.
Quella notte non tornai nel mio minuscolo appartamento. Dormii in una stanza protetta all’interno di una delle proprietà della famiglia, con due guardie fuori dalla porta e l’anello di Gemma ancora stretto nel pugno.
Il giorno dopo Dominic mi portò di nuovo alla farmacia solo per raccogliere alcune cose personali, e mentre i colleghi mi osservavano con un misto di paura e curiosità capii che la mia vita anonima era finita nel momento esatto in cui avevo acceso la luce nell’appartamento di Gemma.
Nei giorni seguenti le tracce si fecero più concrete e più pericolose, e ogni volta che Dominic mi guardava sembrava pesare non solo il rischio per sua sorella ma anche il rischio di trascinare una donna come me in un mondo che non avevo mai voluto conoscere.
Io continuavo a ripetermi che stavo facendo tutto solo per Gemma, ma la verità era che lo sguardo di Dominic, la sua protezione silenziosa e la sua capacità di vedere oltre la mia solitudine stavano iniziando a scalfire le barriere che avevo costruito con tanta cura.
E mentre la pioggia continuava a cadere su Chicago e le ricerche si intensificavano, seppi che prima o poi avrei dovuto confessare non solo di non essere mai stata con nessuno, ma anche di aver iniziato a desiderare l’attenzione dell’unico uomo che avrei dovuto continuare a temere.